Lunedì, 11 12 2017

FOTOGRAFIA PRATICA

La seguente guida è stata realizzata riassumendo le nozioni base illustrate in un post sul forum Master Bonsai
Buona Lettura a Tutti

 

TIENI SEMPRE A MENTE

 

  • le foto ai nostri bonsai son fatte con priorità di diaframmi
  • ricorda che ad ISO basse corrispondono maggiore nitidezza e definizione. Quindi, se vuoi ottenere immagini di qualità, imposta ISO bassi, usa il cavalletto, chiudi il diaframma quanto basta e ,se occorre, allunga i tempi. Lo so che in queste indicazioni sono racchiusi molti concetti ma un poco alla volta, con la vostra collaborazione ed attenzione, li potremo chiarire.
  • diaframmi piccoli=apertura grande=poca profondità di messa a fuoco diaframmi grandi=apertura piccola=maggiore profondità di messa a fuoco

(quest'ultima combinazione sarà in generale la più utilizzata)

 

Con un po’ di pratica e pazienza questi sono i risultati che potrete ottenere leggendo queste poche pagine:

foto1

Non vi preoccupate, non servono grandi attrezzature! Vediamo COME passo passo!

 

INTRODUZIONE


Non necessariamente serve una macchina professionale per scattare foto come quelle qua sopra, anche con una compatta digitale sui 130 € potete fare tutto, l'importante è che abbia le regolazioni manuali su tempi e diaframmi: dobbiamo forzare la macchina a fare quel che vogliamo noi, altrimenti, in automatico, lei cerca di ottenere la foto esposta al meglio e per "meglio" lei intenderà far vedere nella immagine, sia il primo piano che lo sfondo.
Inserisco una immagine di quelle sopra con impostazione corretta e una come l'avrebbe ripresa la fotocamera usando l'esposizione automatica, nella stessa posizione e luce: vi sarà più chiaro come si possa sfruttare la luce adattandola alle nostre esigenze.

 foto 2

Come potete vedere, a parte l'elemento di disturbo presente in alto a sinistra, in quella immagine la pianta è posta contro uno sfondo scuro che la mette in risalto. Per farvi capire meglio, osservate l'immagine qui sotto, è stata ripresa dallo stesso punto e con la medesima illuminazione

foto 3

 

E’ cambiata la modalità di acquisizione della immagine: in quest'ultimo caso è stata usata la modalità automatica. Cosa è successo? Semplicemente la fotocamera ha utilizzato le proprie impostazioni per riprendere più informazioni possibili, esponendo per una media di esposizione tra lo sfondo e il soggetto in primo piano ovvero il fenicio nel vaso verde. In poche parole, il chip della macchina "pensando" di farmi un favore mi ha fatto riprendere e vedere tutto ma con una esposizione media che non è ottimale nè per lo sfondo nè per il primo piano, cioè ha fatto un compromesso con la luce a disposizione

 

 

L’ESPOSIZIONE


DOMANDA: ma in pratica come calcoli l'esposizione corretta? Esposimetro a luce incidente, cartoncino grigio o fissi il calcolo AE puntando su una zona del soggetto?

In condizioni un po' estreme come nelle foto sopra, può andare benissimo calcolare su una piccola superficie, ma poi devi comunque vedere come rende nell'insieme.

Mi spiego meglio: usando una misurazione spot (su piccola area) stai sicuramente esponendo correttamente per la piccola zona esaminata, ma non è detto che poi l'immagine della pianta nel suo insieme sia resa come desideriamo. Potrebbe accadere che il tronco sia correttamente illuminato e la chioma sovraesposta, o viceversa se misuri sulla chioma, un esempio:

foto 4    foto 5

 Premesso che in origine si dovrebbe bilanciare il bianco, senza scendere in dettagli troppo tecnici, teniamo presente che sfondi grigi o blu influenzano meno l'esposimetro della fotocamera mentre sfondi neri o bianchi produrranno immagini sovra o sottoesposte. Ma di questo ne parliamo un'altra volta...


E allora come mi comporto io? Semplice, riduco gli ISO al minimo, utilizzo se possibile un cavalletto, monto un 75mm su formato dx o un 120 su formato pieno fx, metto in manuale (tolgo anche l'autofocus), mi allontano dalla pianta il più possibile per non introdurre distorsioni, cerco di allontanare, se c'è, lo sfondo dietro, chiudo o apro il diaframma il tanto da avere a fuoco solo la pianta nel suo insieme e sfocato tutto quello che sta davanti e dietro di essa, regolo in tempo a seconda della luce dell'ambiente in cui mi trovo seguendo le indicazioni dell'esposimetro interno e scatto la prima immagine. Quindi, se mi soddisfa, il gioco è fatto altrimenti riduco o aumento i tempi fino a trovare la giusta combinazione. Chiaro no!?

Dai, stavo scherzando... lo so che i concetti sono tanti tutti insieme, ma una prima cosa fissatevela in mente:

le foto ai nostri bonsai son fatte con priorità di diaframmi!!!

 

 

REGOLAZIONI


ISO è un sistema di codifica della sensibilità della pellicola o del sensore digitale: la velocità si misura in numeri ISO e/o ASA (o in Germania in numeri DIN); quanto più alto è il numero, tanto più sensibile alla luce è la pellicola o il sensore e quindi, a pari condizioni, tanto più breve dovrà essere l'esposizione.
Quindi, per non ammattirsi troppo, dimenticatevi gli ASA che non si usano più e fissate questo concetto:
A bassi ISO corrispondono:
bassa sensibilità;
una grana(pellicola) o un rumore(sensore digitale) meno evidenti.
Queste caratteristiche sono legate tra loro e stabiliscono il ticket di ingresso sulla strada che porta ad una immagine di qualità.
Se invece usiamo ISO elevati, avremo:
sensibilità maggiore;
una grana(pellicola) o un rumore(sensore digitale) più evidenti.

Però, in determinate condizioni, può essere preferibile o obbligato utilizzare questa ultima regolazione, quindi, ancora una volta ribadisco che non ci sono condizioni predefinite e che non ci sono indicazioni valide in ogni situazione: quello che conta è sapersi adattare alle condizioni di luce, alla velocità del movimento, alla grandezza del soggetto.

I nostri bonsai e più ancora i nostri suiseki per fortuna si muovono poco, per cui dovremo calcolare solo luce e, come avevamo visto in precedenza, profondità antero/posteriore del soggetto cosi da metterlo a fuoco interamente con la regolazione del diaframma:

diaframmi piccoli=apertura grande=poca profondità di messa a fuoco

diaframmi grandi=apertura piccola=maggiore profondità di messa a fuoco
(quest'ultima combinazione sarà in generale la più utilizzata)

 

USO DEL CAVALLETTO


Una foto, per "apparire nitida" non basta che sia stata scattata con 24 megapixel di risoluzione: dando per scontato che si sia messo a fuoco correttamente, con tempi maggiori di 1/25 di secondo, sembrerà molto più nitida l'immagine ripresa con la solita compatta montata su cavalletto di quella ripresa a mano libera con una reflex professionale.
Se poi si prevede di dover stampare un ingrandimento, anche tempi più brevi, diciamo fino a 1/125 di secondo, possono dare immagini "mosse" e quindi non nitide.
Quindi, stiamo vedendo che sono molteplici i fattori che influenzano il percorso verso la qualità dell'immagine.
(Badate che stiamo parlando solo di tecnica di ripresa, perché se entriamo nel discorso artistico, tutto quanto finora detto va si assimilato ma poi dimenticato per salire ad altri livelli.)
A proposito, quando dico cavalletto, senza andare sul professionale, intendo qualcosa di meglio di questo

foto 6

Il cavalletto (o treppiede) ha la sua importanza per ottenere scatti nitidi o non mossi! Non basta il suo utilizzo per ottenere ciò, ma bisogna adottare ulteriori accorgimenti; sotto trovate illustrato come.
L’uso del treppiede è vanificato se si muove la fotocamera nel momento in cui andiamo a premere l’otturatore. Per evitare questo, procuratevi un cavo di scatto o un telecomando di scatto.
Sono POCO COSTOSI e fanno veramente la differenza.
In alternativa puoi scattare una salva di tre scatti, il primo risentirà della pressione sul pulsante e i successivi molto meno.

 

QUANTO VICINO

Avete presenti gli effetti di una focale grandangolo su un soggetto vicino alla fotocamera? no?
Allora vi può aiutare questa immagine:

foto 7

Le proiezioni delle varie focali indicano gli angoli di campo. Se poniamo un oggetto vicino al grandangolo, un bonsai nel nostro caso, avremo che il fronte occuperà in proporzione, una superficie dell'inquadratura più ampia rispetto al retro e la conseguenza sarà che il fronte sembrerà più grande rispetto al retro: la foto ritrarrà una pianta deformata nelle proporzioni e questo non è ciò che vogliamo!

Se non vogliamo che questo accada, dobbiamo usare una focale che corrisponda a 105 o 120mm nel formato 35mm definite anche FX oppure 75 mm nelle fotocamere reflex DX.
Bene, adesso dimenticate tutte queste sigle e fissate il concetto seguente:
il nostro bonsai va trattato come una bella donna e quindi noi lo valorizziamo con un "ritratto", utilizzando le impostazioni adatte al ritratto.

Per evitare l'effetto distorsione, dovremo allontanarci dal soggetto e usare una focale medio/tele, che ce lo avvicini il tanto da occupare quasi tutta l'inquadratura ottenendo così i due risultati prefissati:

  1. evitare di distorcere le proporzioni
  2. regolando il diaframma, mettere a fuoco solo il soggetto principale nella sua profondità.

 

IL PROBLEMA DELLO SFONDO


Allora se mi avete seguito fino a qui, avrete colto il fatto che lo sfondo è spesso il terzo incomodo: quando c'è può essere un elemento di disturbo e quando non c'è possono entrare nell'inquadratura altri elementi che distoglieranno l'attenzione dal soggetto principale
E allora cosa fa il fotografo?.......? Ma semplice! Fa sparire lo sfondo!

Le regolette sono poche ma sempre efficaci:

  1. allontana lo sfondo e sfocalo perché perda consistenza
  2. sottoesponi lo sfondo perché si dissolva nel buio
  3. illumina bene il soggetto, bonsai,suiseki,volto o quello che ti pare
  4. fai in modo che sullo sfondo non arrivi luce

Guardate un po' in giro nei vari forum e vedrete che gli esempi negativi non mancano, a tutto discapito delle piante e degli autori.
E alloraaaa..... un minimo di preparazione e attenzione preliminare e, anche senza un set fotografico, si potranno produrre riprese dignitose e anche, perché no, belle.


Esempio pratico con piantina ANLAIDS


Ho uno sfondo non proprio ottimale, ha la stessa illuminazione della pianta in primo piano e quindi distoglie l'attenzione dal soggetto che si perde in quello che c'è dietro ecc.

foto 8

Per migliorare la situazione, per prima cosa imposto le regolazioni della fotocamera in manuale, chiudo il diaframma il tanto da avere la pianta tutta a fuoco e solo a questo punto, lasciando fisso il diaframma (ricordate?! priorità di diaframmi? questo è il momento di applicare la regola!!) agite sul tempo di scatto per regolare l'esposizione. Potranno accadere due cose:

  1. lo sfondo diventa resta visibile
  2. lo sfondo,scompare nella sottoesposizione diventando buio

 

È quello che volevamo, peccato che contemporaneamente sia sparita anche la pianta.

foto 9

A questo punto dovrò far arrivare più luce sulla pianta e solo su questa( io utilizzo gli schermi riflettenti descritti più in seguito)
Riflettendo la luce del sole in modo che illumini con un tiro incrociato la pianta e non lo sfondo, arrivo con un paio di scatti a questo risultato intermedio, un po' sovraesposto:

foto 10

 

Dimezzo il tempo d’esposizione e alla fine ottengo questo risultato, che ritengo soddisfacente:

foto 11

 

DOMANDA: puoi spiegare in modo piu dettagliato questo passaggio?

A titolo esplicativo, ti allego questo disegno che illustra esattamente quello che ho fatto:

foto 12

 

Quando la pianta, al diminuire del tempo di ripresa, diventava sempre più scura perché la sua illuminazione era simile allo sfondo e quindi alla sottoesposizione di quello andava di pari passo la sottoesposizione della pianta stessa, mi sono trovato nella necessità di farle cadere più luce sopra e siccome non amo il flash, ho usato degli schermi riflettenti la luce solare, uno a destra e uno a sinistra come nello schema.
Risultato: pianta in controluce, luce che arriva da sn, luce che arriva da dx, quindi 1+1=2 maggiore di zero luce sullo sfondo e quindi pianta luminosa/sfondo buio.

 

 

Piccolo inciso sull’utilizzo della fonte luminosa


LA LUCE


Il controluce


È importante che la luce principale (quella del sole in questo caso) attraversi la pianta con una certa inclinazione, dai 45°in su evitando il mezzogiorno alla nostre latitudini . Le foglie sono trasparenti e in natura il sole le illumina dall'alto attraversandole ma poi si riflette sull'ambiente circostante e le colpisce anche sul davanti, creando un effetto che è caratteristico per ogni essenza e che ce la fa riconoscere da lontano, anche se è una indistinta macchia verde. Prova a pensare a come interagisce la luce nelle foglie di un ficus e in quelle di una betulla e dimmi se non c'è differenza!
Devi sapere che gli oggetti di per sé non sono colorati! Lo diventano nell'istante che i fotoni, i componenti principali della luce solare, quella definita "bianca", li colpiscono. Riflettendo o assorbendo i fotoni, il singolo oggetto ci appare colorato più o meno intensamente o nero nel caso dell'assorbimento totale.
Quindi, per migliorare le tue foto, illumina la tua pianta da più direzioni e l'essenza della pianta sarà resa più fedelmente. Se la luce non basta e trovi ombre nel fogliame, hai bisogno di schermi riflettenti che portino luce fino all’interno, tra la ramificazione in modo da ridurre le ombre che il sole creava.

 

Come fare gli schermi


Devi procurarti in un faidate:

  • un pannello di masonite o compensato di un metro per un metro, lo fai tagliare a metà in modo da ottenerne due da un metro per cinquanta cm;
  • (nel reparto coibentazioni) cerchi quel rotolo di polistirene di tre mm di spessore con una faccia rivestita da alluminio(si usa dietro i termosifoni per riflettere il calore);
  • chiedi un collante adatto a fissarlo sul pannello che nel frattempo ti avranno tagliato;
  • Cerchi quattro galletti e quattro bulloncini da 4mm lunghi 5 o 6 cm;
  • due listelli di legno (io ho usato scatolato di alluminio) da 2 per 4 cm, lunghi poco meno di 90 cm;
  • quattro viti inox da 20mm di 4mm diametro, a testa piatta;
  • quattro rondelle inox per le suddette viti;
  • non dimenticare un cutter e un pennello per stendere la colla.

Con circa 12 euro avrai in mano tutto l'occorrente per la realizzazione dei tuoi schermi riflettenti con fuoco variabile!

foto 13

Otterrai due pratici pannelli facilmente brandeggiabili e orientabili, di ampiezza sufficiente ad illuminare piante anche di dimensione master e con un piccolo ma utilissimo optional: la possibilità di curvarli per concentrare più o meno la luce riflessa

foto 14

La focheggiatura del pannello si mantiene costante anche a molti metri di distanza e con la combinazione di due pannelli da angolatura differente ottieni quel che vuoi, anzi, ti conviene allontanarti perché la luce del sole ha un tale contenuto di infrarossi che bisogna fare attenzione ad illuminare la pianta il tempo necessario alla misurazione e allo scatto e poi spostare il riflettore, altrimenti la fai lessata.

 

Qui sotto vedi a sinistra la luce non concentrata e a destra l’area più ristretta e più luminosa del pannello curvato

foto 15    foto 16

 

FLASH?


Ho già detto che non lo uso volentieri e per farvi meglio capire ciò che intendo guardate le due immagine seguenti, stessa posizione,stessa luce, stessa pianta:

foto 17

la prima ripresa col flash

 

foto 18

La seconda senza

Come avrebbe detto un bravo fotografo che tiene corsi online in un sito anglosassone: la prima pianta hai quasi timore a toccarla, sembra possa pungerti, mentre la seconda fa pensare a fronde formate da morbidi aghi che al tocco ti carezzano la pelle

 


Un metodo alternativo: il light painting!


Di notte, non potendo utilizzare nulla di quello detto finora, come posso ottenere comunque una immagine che risponda ai seguenti criteri: assenza di ombre crude, luce morbida, con illuminati chioma, lato destro, lato sinistro, nebari, ecc?

Ancora una volta non servirà una sala di posa ma dovrai procurarti:
una normale lampada a filamento da 100w con portalampada e interruttore
avere a disposizione una stanza buia.

Io faccio cosi:
con la lampadina mi avvicino alle varie parti della pianta e la illumino per un attimo grazie all'interruttore.

ottengo due risultati:

  1. illumino la pianta come e dove voglio
  2. lo faccio senza un set complicato impostando la temperatura (bilanciamento del bianco) per lampada al tungsteno

foto 19

ESEMPIO: Nel caso specifico, ero in una stanza con porta e finestre chiuse, fotocamera su cavalletto:
dopo aver messo a fuoco, impostati diaframma 22 ed esposizione 10 secondi, iso 50, spenta la luce ambiente, posizionata la lampada a mano spenta, aziono l’otturatore, accendo la lampada, espongo per 4 sec da destra muovendo leggermente la lampada , spengo la lampada, passo a sinistra, accendo per 4 sec muovendo come sopra e anche un pò dall'alto, spengo! E voilà, pianta illuminata quasi come in una sala da posa, vaso compreso.
Nella stanza buia + diaframmi chiusi = pianta tutta a fuoco ( la luce colpisce prevalentemente la pianta e non dovrò preoccuparmi dello sfondo perchè non si vedrà).
Se poi volessi vedere anche lo sfondo per dare profondità al tutto, dovrei fare una terza esposizione dando una pennellata di luce solo a quest'ultimo, che so, nella situazione descritta nella quale la pianta riceveva in totale 8 secondi di luce, basterebbe una passata di uno/due secondi al solo sfondo e magicamente il nostro soggetto si staglierebbe non più sul nero totale ma su un barlume piacevolissimo, ma sempre in evidenza

Ricapitolando: dovrò impostare un tempo di 15 secondi e poi accendendo la lampada esporre 4 sec da destra, 4 sec da sinistra e 1 o 2 sec sul solo sfondo.

Questa è l'attrezzatura che ho usato: lampadina 100w e portalampada da pochi euro con parabola rivestita in foglio d'alluminio:

 foto 20  foto 21

Diciamo subito che per rendere le cose più facili è bene ridurre gli iso al massimo e chiudere il diaframma almeno a 22: ciò ci permetterà di usare tempi lunghi(anche 20 sec) e avere tutto a fuoco. I tempi lunghi ti permettono di saltellare qua e là con la lampada in mano come non potresti fare in due o tre secondi. Lo sfondo a 2 metri e mezzo è più che sufficiente, basta che nell'indirizzare la luce non lo vai a pennellare ma ti tieni a circa 40 cm dal soggetto. Così facendo la luce sarà massima sulla pianta e se pure ne arriva sullo sfondo sarà di intensità tanto limitata da non evidenziarlo.
Una foto fatta stasera a casa di un socio del nostro club: sono arrivato tardi, pioveva, il sole era tramontato e non volevo usare il flash. Per fortuna avevo messo in bagagliaio la lampadina che ho descritto sopra e abbiamo salvato la situazione: piante h 50 l 35cm.

foto 22  foto 23

Grazie a tutti quanti hanno avuto la pazienza di leggere questa guida e agli amici che mi hanno stimolato a pubblicarla. Spero che possa essere d’aiuto per fotografare con soddisfazione le vostre piante


Roberto

 

 

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