Lunedì, 11 12 2017

Bonsai Story

Il Bonsai Club Sardegna nasce nel Febbraio del 2005 grazie alla dedizione verso quest’arte da parte di un gruppo di appassionati. Come al solito la partenza è sempre un po’ in salita ma col tempo ci stiamo facendo il fiato, e adesso abbiamo raggiunto il numero di circa 20 iscritti.
Come per il Club anche le nostre piante hanno un periodo di coltivazione abbastanza giovane ma con impegno e passione si possono ottenere buoni risultati.


I primi passi di un olivastro

a cura del Bonsai Club Sardegna


La Sardegna è una isola geologicamente vecchia e di conseguenza è sempre stata al centro dell’attenzione per quanto riguarda le attività estrattive, con la presenza di numerose cave e miniere soprattutto nel sud dell’isola. Le aree immediatamente confinanti con questi siti di estrazione, ovviamente con le dovute autorizzazioni, si prestano molto bene alla raccolta di qualche esemplare che potrebbe diventare un bel bonsai.
Questa che ora andiamo a descrivere è la breve storia di un olivastro raccolto da un socio del nostro Club nel mese di Marzo del 2006 proprio in uno di questi siti.
L’olivastro è un’essenza che cresce su tutto il bacino del mediterraneo e da noi in Sardegna è una delle essenze più comuni della vegetazione autoctona, resistente al clima torrido dei mesi estivi e alle forti raffiche di maestrale durante tutto l’anno, è perciò a pieno titolo una delle essenze preferite dai bonsaisti sardi.
Visto il potenziale di questo olivastro con una base abbastanza imponente, un elevata conicità e una corteccia matura caratterizzata da grosse scaglie, si è provveduto a chiedere le dovute autorizzazioni e prelevare la pianta.
L’ olivastro cresceva su un terreno costituito prevalentemente da roccia scistosa per cui l’ apparato radicale della pianta è stato “costretto” ad estendersi in direzione orizzontale sul terreno, ragion per cui non sono stati necessari grossi interventi durante la fase dell’espianto.

Al momento della raccolta – Marzo 2006

Le dimensioni di quest’esemplare al momento della raccolta sono di base 29 X 19 cm e altezza 50 cm. 

Successivamente alla raccolta sono stati eliminati i rami non necessari al disegno finale, mentre da quelli utili sono state asportate tutte le foglie in modo da diminuire la traspirazione e favorire l’attecchimento. 

Dopodiché la pianta è stata messa a dimora in una cassetta di legno delle dimensioni di 40 X 45 cm e con un terriccio molto sciolto composto da pomice, sabbia di fiume (granito) e terriccio universale, imbustata, costruendo una mini-serra sul contenitore, fino alla comparsa delle prime gemme. 
L’olivastro è stato lasciato libero di vegetare per tutto il 2006 esponendolo in pieno sole per tutta l’estate e subendo solo un’ asportazione dei germogli inutili al progetto. Il grosso ramo sulla sinistra e il piccolo moncone alla base sono stati eliminati alla fine del 2006 e lavorati “a legna secca” ma purtroppo non abbiamo delle immagini che documentino queste operazioni. 
A Gennaio 2007 ha subito una primaria impostazione, con una selezione dei germogli che andranno a costruire la ramificazione di base, e la legatura degli stessi in modo da posizionarli seguendo il disegno scelto.

Al momento della raccolta – Marzo 2006
Con l’eliminazione del grosso ramo sulla sinistra la pianta ha acquistato più movimento ed è stata messa in risalto la conicità.

Ora il lavoro sarà concentrato sull’ingrossamento dei rami primari che sarà ottenuto, solo lasciandoli crescere liberamente, indirizzando il loro apice verso l’alto in modo tale da poter ricevere un’illuminazione migliore e far sì che “spingano “ maggiormente. 


Ogni singolo ramo viene posizionato in una direzione e con un andamento, e mai sovrapposto a un altro in maniera tale che ogni singolo ramo possa ricevere direttamente la luce del sole .
La mancanza di luce in tutte le piante e soprattutto nell’olivastro infatti da luogo a foglie di dimensioni enormi e internodi lunghi.

  

  Esplosione di vegetazione prima della lavorazione

In vista di un futuro step di lavorazione l’olivastro è rimasto libero di crescere fino al mese di Giugno 2007 quando, in occasione di un incontro mensile alla sede del Bonsai Club Sardegna con sede ad Iglesias, ha subìto una seconda e più incisiva lavorazione, con la selezione della ramificazione primaria.

e viaaa... Stefano al lavoro

Discutendo tra di noi abbiamo valutato la possibilità di eliminare il ramo alto sulla destra in quanto spezzava visivamente il movimento a S del tronco, mancava totalmente di conicità e movimento e infine avrebbe portato i palchi di vegetazione troppo lontani dal tronco. 

Di comune accordo si decide di eliminare il ramo alto sulla destra.

Seguirà una parziale defogliazione-pulizia con eliminazione delle foglie più grandi e di quelle all’ascella dei rami per permettere una maggiore circolazione d’aria tra i rami e migliorare il passaggio della luce, inoltre per una questione di manualità durante l’applicazione del filo.Giugno 2008 al termine della lavorazione
Finalmente dopo qualche ora di lavoro e alcuni metri di filo si inizia a intravedere la strada che percorrerà quest’olivastro.

Nei mesi a seguire il lavoro è stato indirizzato nella costruzione dell’apice , nella forma e l’infittimento dei palchi di vegetazione con adeguati interventi da parte del proprietario.
Applicazione del filo

Periodicamente sono state eliminate le foglie più grandi per i motivi di cui abbiamo discusso in precedenza.
Questa defogliazione parziale applicata all’olivastro permette inoltre di ridurre la superficie fogliare.

Alcuni scatti che ritraggono Luca nel suo giardino durante le cure quotidiane dedicate alla pianta.
Potatura  Irrigazione

Ecco come si presenta la pianta nel mese di Febbraio 2008, a solo due anni dalla raccolta.
Possiamo notare che la ramificazione primaria è già stata selezionata, e ha solo bisogno di essere seguita con potature mirate all’infittimento e all’ingrossamento dei rami.
Per il momento è stato applicato nuovamente del filo di rame per dare un movimento ancora più marcato ai rami primari e iniziare a impostare la ramificazione secondaria.
Seguirà poi una coltivazione in pieno sole con delle fasi di concimazione organica e irrigazione corrette.
Per il prossimo futuro si prevede di eliminare l’antiestetico moncone di radice sulla destra dell’olivastro in modo da migliorare il nebari e permetterne una più agevole posa in vaso.
Eliminazione del moncone di radice.A luglio del 2008, approfittando di una piccola esposizione delle nostre piante organizzata a Vallermosa in occasione della festa dell’arte, abbiamo deciso di mettere sotto i ferri l’olivastro, eliminare il moncone tanto antiestetico e dare una “pettinata” alla vegetazione.
Il moncone che abbiamo asportato con l’utilizzo di sgorbie e martello misurava ben 6 cm.
Abbiamo così ridotto la base da 29 a 23 cm.

A questo punto bisogna lavorare sulla rifinitura del secco per raccordare il taglio con la base di radici in modo da renderlo il più naturale possibile.
Luglio 2008Per far ciò verranno adoperati sia degli utensili manuali, come le sgorbie, sia degli utensili elettrici.
Successivamente la parte trattata verrà fiammata con l’utilizzo di un bruciatore a gas per fare in modo che la legna invecchi e venga così protetta da attacchi fungini o da parassiti.

Al termine delle operazioni di bruciatura seguirà una pulizia con delle spazzole, l’applicazione della pasta cicatrizzante sui bordi del taglio, e una leggera spennellata di liquido jin molto diluito in modo da non sbiancare eccessivamente la parte trattata.
Realizzazione di legna secca sul moncone

A dicembre del 2008 viene rifinito anche il taglio risultante dall’asportazione del grosso ramo in alto sulla destra.
Naturalmente col passare del tempo acquisterà un aspetto più naturale di come può presentarsi adesso.
In questa foto possiamo apprezzare l’elevato grado di miniaturizzazione del fogliame di questo olivastro se rapportato con una moneta da un centesimo di euro. 
Nel mese di Febbraio del 2009, visto e considerato che dal momento della raccolta sono ormai trascorsi 3 anni, decidiamo di rinvasare la pianta in un vaso bonsai delle dimensioni di 36 X 24 cm in gres marrone.

Apparato radicale fitto di capillari.Verrà preparata una miscela di terriccio composta da pomice pura sul fondo del vaso, che andrà a costituire il drenaggio, mentre per il resto sarà composta in percentuali, da pomice, akadama, sabbia di fiume, agriperlite e terriccio universale.
Tavolino realizzato a mano da Maurizio
Olea oleaster – dimensioni: alt. 58 cm largh. 43 cm. – Vaso 34X26.

Lato sinistro   Retro

Lato destro

 

Vista dall’alto

Qualche foto dopo il rinvaso. Da sinistra : Stefano Defraia, Luca Contu, Maurizio Lai, Tore Contu


Per il futuro si dovrà lavorare sull’infittimento della chioma, in modo da annullare il cosiddetto “effetto conifera” e rendere la siluette più compatta.


Saranno previste inoltre delle lavorazioni per rifinire meglio le parti secche.

 

BONSAI CLUB SARDEGNA

 

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